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HIKARI ASD VIENE RICONOSCIUTA DAL CONI

Logo_CONI_2014Vogliamo rendervi partecipi che l’associaizone HIKARI ASD viene riconosciuta dal CONI come associaizone sportiva dilettantistica per lo studio e l’approfondimento delle Arti Marziali tradizionali Giapponesi. E’ proprio grazie a questo riconoscimento del CONI che l’associazione si è già attivata nel promuovere e a proporre una serie di servizi che agevolano le attività di tutte le associaizoni sportive e/o i dojo che intendono associarsi. Nel sito trovate tutte le informazioni necessarie su come associarsi e per qualsiasi altro chiarimento potete sicuramente conttattarci sia telefonicamente che tramite email.

PERCHE’ PRATICARE UN ARTE MARZIALE ?

Uno dei motivi principali per decidersi a praticare un Arte Marziale e il miglioramento psico-fisico.

Ci si può avvicinare al mondo delle Arti Marziuali semplicemente per praticare un’attività fisica sana,  per imparare tecniche di autodifesa, per riscoprire se stessi o per tutti questi motivi messi insieme.
Lo studio e la pratica delle Arti Marziali è un continuo progredire che si adatta via via con la nostra persona e che può lasciare sorpresi noi stessi.

Praticare un Arte Marziale vuol dire anche acquisire sicurezza in noi stessi con una maggiore capacità di concentrazione ed un elevato senso di rispetto verso il prossimo, che è alla base delle lezioni di Arti Marziali.

Per praticare le Arti Marziali non bisogna avere una età specifica.

Infatti si può cominciare da bambini, per imparare a coordinare corpo e mente, ad avere rispetto verso il prossimo, e per acquisire sicurezza nel contatto fisico.

Si può cominciare anche in età adolescente, riuscendo comunque a raggiungere gli stessi risultati di chi ha cominciato da piccolo e sviluppando un sano spirito competitivo, imparando anche a focalizzare e raggiungere un determinato obiettivo.

Sei adulto ?, beh puoi praticare un’attività sana che ti aiuta ad acquisire consapevolezza in te stesso, e apprendere che puoi superare i tuoi limiti , e perché no, inserirti in un gruppo di persone, magari un po’fuori dalle righe, ma con sani e solidi principi.

Se invece hai qualche anno in piùi, puoi scoprire che non è mai tardi iniziare con un’attività nuova, e imparare che la forza non è solo quella fisica ma anche quella interiore e questa può tenerci attivi sempre.

LE ARTI MARZIALI GIAPPONESI

L’ARTE MARZIALE

Con arte marziale si intende un insieme di pratiche fisiche, mentali e spirituali legate all’aspetto non solo pratico ma anche artistico del combattimento. Originariamente utilizzate per aumentare le possibilità di vittoria del guerriero in battaglia, oggi sono una forma di percorso di miglioramento individuale e di attività fisica completa oltre che difesa personale.

Il termine è entrato nell’uso comune agli inizi degli anni sessanta quando vennero introdotte in occidente le arti marziali orientali e talvolta viene associata solo a queste ed in particolare allearti marziali cinesi, giapponesi e coreane. In realtà già dal 1500 i sistemi di combattimento in Europa venivano definiti in questo modo, un manuale inglese di scherma del 1639 in particolare lo utilizzava riferendosi specificatamente alla “scienza e arte” del duello di spade, facendolo derivare dal latino poiché “arte marziale” significa letteralmente “arte di Marte”, il dio romano della guerra.

Oggi, le arti marziali vengono studiate per varie ragioni: ottenere abilità di combattimento, autodifesa, sport, salute fisica e forma di ginnastica, autocontrollo, meditazione, responsabilizzazione sull’uso della forza, acquisire confidenza col proprio corpo, sicurezza nelle proprie capacità e consapevolezza dei propri limiti. A questo scopo in Giappone e in Cina, si pratica il taiso un particolare tipo di allenamento associato alla preparazione atletica di chi pratica arti marziali. Alcune arti marziali sono considerate “tradizionali” e sono legate ad uno sfondo etnico, religioso o culturale, mentre altre sono moderni sistemi sviluppati o da un fondatore o da un’associazione.

ARTI MARZIALI GIAPPONESI

La locuzione arti marziali giapponesi si riferisce all’enorme varietà di arti marziali sviluppatesi in Giappone. Nella lingua giapponese vi sono almeno tre termini che vengono usati indifferentemente per definirle nella loro totalità: “budō” (武道) o “via marziale”, “bujutsu” (武術), sommariamente traducibile come “arte della guerra”, e “bugei” (武芸), ossia “arte marziale”. Il termine “budō” è relativamente recente, e viene usato per identificare la pratica delle arti marziali concepite come regola di vita, racchiudendo così le dimensioni fisica, spirituale e morale nell’ottica di un miglioramento, di una realizzazione o di una crescita personale. Gli altri termini, “bujutsu” e “bugei” hanno definizioni più limitate, almeno da un punto di vista storico: per esempio, Bujutsu si riferisce specificamente all’applicazione pratica delle tecniche e tattiche marziali in un combattimento reale.

Storia

L’origine delle arti marziali giapponesi può ritrovarsi nella tradizione guerriera dei samurai e del sistema di caste che limitava l’uso delle armi ai membri delle classi guerriere, vietandone l’uso alla maggioranza della popolazione. Originariamente, si richiedeva e ci si aspettava che i samurai fossero perfettamente in grado di usare diversi tipi di armi e di combattere disarmati, sviluppando così l’assoluta maestria nelle capacità di combattimento che sarebbero servite loro per glorificare se stessi o il loro signore. Nel tempo, questo scopo fu alla base della filosofia che persegue una consapevolezza spirituale attraverso il perfezionamento delle proprie qualità marziali.

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In molte culture lo sviluppo delle tecniche di combattimento si è intrecciata con lo sviluppo degli strumenti atti a eseguire tali tecniche. In un mondo caratterizzato da una rapida evoluzione tecnologica di questi strumenti, si è sempre palesata la necessità di reinventare e adattare con continuità tali pratiche. La storia del Giappone, in questo contesto, è per certi versi unica per via del suo relativo isolamento. Comparate col resto del mondo, le armi che in Giappone venivano utilizzate evolsero più lentamente, e si pensa  che questa circostanza abbia consentito alla classe guerriera di studiare le loro armi meglio e più a fondo di altre culture. Ciononostante, l’insegnamento e la pratica di queste arti marziali evolse significativamente, sia durante le grandi battaglie dell’epoca Sengoku, sia durante i lunghi periodi di pace interna che seguirono e infine nell’epoca moderna e contemporanea.

Le arti marziali originate o sviluppatesi in Giappone sono straordinariamente diverse, con grandi differenze negli apparati di insegnamento, nelle filosofie che ne hanno guidato la diffusione, nei metodi che contraddistinguono le migliaia di scuole e stili. Ciò detto, esse si dividono generalmente tra le arti di koryū e di gendai budō a seconda che se ne abbia traccia rispettivamente prima o dopo del Rinnovamento Meiji. Poiché molte arti di gendai budō e di koryū spesso sono evoluzione le une delle altre, è facile vedere parallelismi tra arti marziali (quali il kenjutsu col kendō, il jujutsu col judō o lo iaijutsu con lo iaidō) da una parte e dall’altra di questa divisione.